[Area] R: Kavanaugh: diritto e rovescio

Giuseppe Pagliani1 giuseppe.pagliani a giustizia.it
Ven 28 Set 2018 09:28:02 CEST


Io non volo così alto come Marco, ma mi chiedo, e gli chiedo, se da PM se la
sentirebbe davvero di fare un'indagine per far giudicare una persona
-chiunque- su una denuncia di abusi sessuali avvenuta tra due minorenni
-verosimilmente entrambi alticci nella migliore delle ipotesi- avvenuta 35
anni fa quando erano al liceo (o college) al piano di sopra di una casa dove
si svolgeva una festa. Avendo come prova le sole dichiarazioni della persona
offesa.
Giuseppe Pagliani



-----Messaggio originale-----
Da: Area [mailto:area-bounces a areaperta.it] Per conto di Marco Imperato
Inviato: venerdì 28 settembre 2018 09:15
A: Area
Oggetto: [Area] Kavanaugh: diritto e rovescio

Condivido alcune riflessioni fatte sui social media perché mi pare che la
vicenda statunitense sia emblematica... 

Marco Imperato 


Diritto e Rovescio 

Ieri ho visto alcuni passaggi dell'audizione del possibile futuro Justice
della Supreme Court (justice, non judge, si dice così...).

Da persona che ama il diritto ne ho ricavato una grande amarezza. 
La cosa impressionante non sono state tanto le risposte e la presunzione del
giudice al centro dell'audizione, quanto l'evidente fatto che mentre i
senatori democratici facevano domande sul fatto, quelli repubblicani si
esibivano in comizi che celebravano la persona.

Le ultime domande poste sono state: "lei crede in Dio? Giura di non averlo
fatto?".
Credo che riusciate a immaginare le risposte.

Attenzione, non mi piace nemmeno il tifo di genere, come se l'indagine
penale fosse l'arena dove celebrare la battaglia tra sessi o per le
sacrosante pari opportunità.

Da una parte ho visto l'attenzione alle testimonianze e la volontà di fare
un'indagine su quanto accaduto.
Dall'altra parte c'era la pretesa di essere ritenuti al di sopra di ogni
sospetto e di ogni controllo per ciò che si è o si crede di essere, a
prescindere dal fatto.

Il primo atteggiamento rappresenta il diritto penale liberale del fatto, che
giudica le prove e verifica i comportamenti.
Il secondo atteggiamento è invece emblematico del diritto penale illiberale
della persona: si è colpevoli o innocenti anzitutto in base al cognome che
si porta, al vestito che si indossa, al ruolo che si ricopre, al colore
della propria pelle o (nel caso che ci occupa) alla parte politica cui si
appartiene.
È il diritto del fascismo e del nazismo: si perseguono (o non si perseguono)
le idee e le persone, al di là delle loro condotte. 

Questa deriva di un Paese simbolo dei diritti liberali è spaventosa oltre
che avvilente ed è del tutto chiaro che la medesima decadenza di pensiero si
stia affermando in Italia.

Si vuole una giustizia che condanni i brutti e cattivi per rassicurare i
belli e buoni, piuttosto che una giurisdizione fastidiosa che invece non
guarda a chi è la vittima o l'indagato ma cerca solo di verificare i fatti
nel rispetto delle garanzie.

È un pericoloso piano inclinato quello che stiamo percorrendo e ciascuno di
noi deve sentirsi interpellato e responsabile affinché i valori democratici
di divisione dei poteri e di rispetto dei diritti non vengano sacrificati
sull'altare del presunto volere del popolo.

Questa una delle analisi comparse sul New Yorker:
https://www.newyorker.com/culture/cultural-comment/the-ford-kavanaugh-hearin
gs-will-be-remembered-for-their-grotesque-display-of-patriarchal-resentment?
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